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	<title>Riccardo Marasco - Official Website &#187; Rassegna Stampa</title>
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		<title>Il ritorno del menestrello &#8211; Corriere fiorentino (01/02/2011)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 14:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo del Corriere fiorentino del 1 febbraio 2011, di Paola Monticelli .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2011/02/08/ilritornodelmenestrello-intervista-corrierefiorentino/"></a></div><p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Articolo del Corriere fiorentino del 1 febbraio 2011, di Paola Monticelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2011/02/Corriere-fiorentino-Riccardo-Marasco-01-02-2011.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-506" title="Corriere fiorentino Riccardo Marasco - 01-02-2011" src="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2011/02/Corriere-fiorentino-Riccardo-Marasco-01-02-2011-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">.</span></strong></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Marasco &#8220;Libertà va cercando&#8230;&#8221; a Bruxelles</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 09:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Best of]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bruxelles , nell’ ambito  della &#8220;X° Settimana della lingua italiana nel mondo&#8221; e dei &#8220;150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia&#8221; la straordinaria voce del m°. Riccardo  Marasco ha regalato ad un attento pubblico  “Libertà va cercando…” Canti del Tricolore dal repertorio popolare del Risorgimento Italiano. Il concerto, voluto dall’ Istituto Italiano di Cultura e dall’ Associazione toscani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2010/11/05/marasco-liberta-va-cercando-a-bruxelles/"></a></div><p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A Bruxelles , nell’ ambito  della <span style="text-decoration: underline;">&#8220;X° Settimana della lingua italiana nel mondo&#8221;</span> e dei <span style="text-decoration: underline;">&#8220;150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia&#8221;</span> la straordinaria voce del <strong>m°. Riccardo  Marasco </strong>ha regalato ad un attento pubblico  <strong>“Libertà va cercando…”</strong> Canti del Tricolore dal repertorio popolare del Risorgimento Italiano. Il concerto, voluto dall’ <span style="text-decoration: underline;">Istituto Italiano di Cultura</span> e dall’ <span style="text-decoration: underline;">Associazione toscani in </span><span style="text-decoration: underline;">Bruxelles</span>, si è svolto nel teatro del Consolato Italiano grazie anche alla collaborazione della <span style="text-decoration: underline;">Regione Toscana</span> e alla <span style="text-decoration: underline;">Banca  Monte Paschi del Belgio</span>. L’artista fiorentino, testimone indiscusso, da anni, del patrimonio musicale della tradizione toscana, costruisce, nel suo ricco spettacolo, un affresco multicolore e poliedrico degli anni risorgimentali scegliendo non certo casualmente un registro squisitamente narrativo. Accompagna , con il suo bel fraseggiar  toscano, i brani del repertorio  fino a farli snodare naturalmente in una linea della storia rispettosa del passato, lontana  da ruffiani  revisionismi  e  da retorici trionfalismi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2010/11/Riccardo-Marasco-Bruxelles-by-Caterina-Marasco-©-Birba-Edizioni-2-bis.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-421" title="Riccardo Marasco Bruxelles by Caterina Marasco - © Birba Edizioni (2) bis" src="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2010/11/Riccardo-Marasco-Bruxelles-by-Caterina-Marasco-©-Birba-Edizioni-2-bis.jpg" alt="" width="550" height="290" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’ oralità sapiente del Maestro implementa fatti ed eventi di indubbio valore storico, frutto di una ricerca rigorosa e creativa che  rintraccia anche nella musica la forza comunicativa del narrare, diversamente modellata ma ugualmente capace di raccontare l’uomo e il suo sapere costruito. Ed è l’uomo, colto nelle sue umane quotidianità il protagonista assoluto di questo intimo ritratto sul Risorgimento.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Libertà va cercando”</em>, il  verso di Dante tratto dal primo canto del Purgatorio,  alimenta e attraversa tutto il concerto e veicola un’idea  di libertà insita nella dimensione umana da sempre ricercata, attesa e desiderata in ogni spazio e in ogni tempo.  Da questa colta sorgente trecentesca  sgorgano atmosfere terse di famose o sconosciute melodie, che danno voce indistintamente  a tutti i protagonisti di questo periodo storico così complesso e troppo spesso semplificato fino allo stereotipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le canzoni che il Maestro ha scelto “spigolando”, per noi, fra i canti sociali nati e propagatosi nei quasi centotrenta anni dell’impegno risorgimentale, testimoniano invece, con forza, la ricerca appassionata di una libertà personale esercitata nel dolore,  nella speranza, talvolta nel dubbio, con sacrificio ma sopra tutto  lontana da retoriche certezze.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-418"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E  i cori famosi del “<em>Va pensiero</em>” e di “<em>Fratelli d’Italia</em>” subiscono così una metamorfosi intimistica, sono prosciugati dall’enfasi,  accompagnati con sobrietà da accordi musicali essenziali e finiscono per tornare ad essere un canto: il canto di un rivoluzionario solo .</p>
<p style="text-align: justify;">Con  “Quant’è bella la libertà”, rifacimento  settecentesco di un canto spirituale fiorentino del seicento e</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-423" title="Riccardo Marasco Bruxelles by Caterina Marasco - © Birba Edizioni (4)" src="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2010/11/Riccardo-Marasco-Bruxelles-by-Caterina-Marasco-©-Birba-Edizioni-4-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Partirò</em><em>partirò</em>”, brano di inizio ottocento, Marasco traccia il ritratto di quel “<em> soldato che teme morire, dovendo obbedire</em>” e racconta   la condizione umana di chi   partecipa con dignità a guerre che non capisce, volute da” <em>il nostro re che di pugnar agogna”. </em>L’artista continua il suo cammino musicale incontrando uomini importanti passati alla storia come eroi, Napoleone, Mazzini, Garibaldi e i fratelli Bandiera, con lo splendido brano “<em>Chi per la  patria muor</em>” ma non dimentica  la gente comune, e canta, canta come loro. Sono canzoni ironiche, sagaci, dai toni beffardi, come “<em>Diceva un codino</em>” e “<em>Io vorrei che Metternicche</em>”, tentativi solidi di leggerezza che esprimono la forza popolare e ci ricordano che la storia non è fatta solo dai potenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I plettri di Silvio Trotta si intrecciano preziosi con il canto del maestro in ogni momento del concerto, si modellano con garbo   sulle sue esuberanze timbriche, lo accompagnano sicure e rispettose,  costruiscono infine atmosfere piacevolissime, basti ricordare la splendida “<em>Rondinella pellegrina</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I diciannove brani si susseguono intensi, capaci di aprire suggestive finestre ottocentesche su salotti, piazze, caffè, campagne assolate e grigie prigioni, emergono chiari, pezzetti di città toscane e gli spazi, palcoscenici di memoria, ridisegnano il tempo dei sentimenti e delle emozioni, fino alla fine in una straordinaria e originalissima  interpretazione della “Canzone del Piave”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli spettatori subiscono il fascino del racconto, ma soprattutto respirano la magia di un cantastorie autentico che utilizza alla perfezione quel meraviglioso strumento musicale che è la sua voce e  generoso e appassionato  lo regala alla gente.   Un grande RICCARDO  MARASCO !!</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.riccardomarasco.it/2010/11/05/marasco-liberta-va-cercando-a-bruxelles/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">.</span></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Nazione &#8220;Marasco canta il Risorgimento&#8230;&#8221; (13-10-10)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 08:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[. Articolo de La Nazione del 13 ottobre 2010, di Paolo Pellegrini . Clicca per ingrandire]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2010/10/15/la-nazione-marasco-canta-il-risorgimento-13-10-10/"></a></div><p><strong><span style="color: #000000;">.</span><br />
Articolo de La Nazione del 13 ottobre 2010, di Paolo Pellegrini<br />
<span style="color: #000000;">.</span> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_399" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2010/10/La-Nazione-Risorgimentoa-Bruxelles.jpg"><img class="size-medium wp-image-399" title="La Nazione - Risorgimentoa Bruxelles" src="http://www.riccardomarasco.it/wp-content/uploads/2010/10/La-Nazione-Risorgimentoa-Bruxelles-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /><br />
</a></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">Clicca per ingrandire</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Intervento a TGR Toscana per la pedonalizzazione di Piazza Duomo</title>
		<link>http://www.riccardomarasco.it/2009/10/25/intervento-a-tgr-toscana-per-la-pedonalizzazione-di-piazza-duomo/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[«Voglio alzar lo sguardo al Battistero» Da Marasco uno stornello per l’evento&#160;Fonte &#124; La Nazione Empoli&#160;2009-10-26 «IO VOGLIO alzar lo sguardo al Battistero / senza dover finire al cimitero». E’ una delle rime dello stornello che il cantautore di musica popolare Riccardo Marasco ha dedicato ieri mattina all’opera di pedonalizzazione di piazza del Duomo.Nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/10/25/intervento-a-tgr-toscana-per-la-pedonalizzazione-di-piazza-duomo/"></a></div><div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xuNpigvCsAY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xuNpigvCsAY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
</div>
<p><b><br /></b><span style="color: orange; font-size: large;">«Voglio alzar lo sguardo al Battistero» Da Marasco uno stornello per l’evento</span><br /><b><a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/empoli/cronaca/locale/2009/10/26/252807-voglio_alzar_sguardo_battistero_marasco_stornello_evento.shtml"><span style="font-size: x-small;">&nbsp;Fonte | La Nazione Empoli</span></a></b><br /><b><span style="font-size: x-small;">&nbsp;</span></b><span style="font-size: x-small;">2009-10-26</span></p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SuVkenqYDRI/AAAAAAAAFXk/EMPcsrLEq6I/s1600-h/riccardo+marasco+pedonalizzazione+piazza+duomo.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"><img border="0" height="115" src="http://2.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SuVkenqYDRI/AAAAAAAAFXk/EMPcsrLEq6I/s200/riccardo+marasco+pedonalizzazione+piazza+duomo.JPG" width="152" /></a>«<i>IO VOGLIO alzar lo sguardo al Battistero / senza dover finire al cimitero</i>». <br />E’ una delle rime dello <a href="http://riccardomarasco.blogspot.com/2009/11/la-piazza-adesso-ridera-serena.html">stornello </a>che il cantautore di musica popolare Riccardo Marasco ha dedicato ieri mattina all’opera di pedonalizzazione di piazza del Duomo.<br />Nel corso dell’evento, il musicista si è intrattenuto a parlare con il sindaco Matteo Renzi; poi, dopo aver estratto dalla custodia la sua caratteristica chitarra, che lo accompagna da sempre nei suoi percorsi attraverso la tradizione, Marasco ha eseguito per il primo cittadino e per la folla circostante il suo stornello in favore della chiusura della piazza.<br /><b><span style="font-size: x-small;"></span></b><br /><b><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;"><a href="http://riccardomarasco.blogspot.com/2009/11/la-piazza-adesso-ridera-serena.html">Leggi lo stornello di Marasco.</a></span></p>
<p></span></b></div>
<p><b></b></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Riccardo Marasco all&#8217;Istituto di Scienze Militari dell&#8217;Aereonautiche</title>
		<link>http://www.riccardomarasco.it/2009/04/30/riccardo-marasco-allistituto-di-scienze-militari-dellaereonautiche/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 08:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[da Aeronautica.difesa.it &#8220;L&#8217;Istituto di Scienze Militari dell&#8217;Aereonautiche ed i Rotary Club del territorio fiorentino insieme per la solidarietà&#8221; L&#8217;Istituto di Scienze Militari dell&#8217;Aereonautiche ed i Rotary Club del territorio fiorentino insieme per la solidarietà. Si rinnova l’impegno dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) di Firenze nel campo della solidarietà e delle iniziative di carattere sociale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/04/30/riccardo-marasco-allistituto-di-scienze-militari-dellaereonautiche/"></a></div><p>da <a href="http://www.blogger.com/www.aeronautica.difesa.it">Aeronautica.difesa.it</a>
<div style="text-align: center;">
<div style="text-align: left;"></div>
<p>&#8220;L&#8217;Istituto di Scienze Militari dell&#8217;Ae<br />reonautiche ed i Rotary Club del territorio fiorentino insieme per la solidarietà&#8221;</p>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;Istituto di Scienze Militari dell&#8217;Aereonautiche ed i Rotary Club del territorio fiorentino insieme per la solidarietà.</p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SfllYgmteuI/AAAAAAAADjA/VAiotdvWd_A/s1600-h/fn24934-2.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 178px; height: 121px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SfllYgmteuI/AAAAAAAADjA/VAiotdvWd_A/s320/fn24934-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330403105713257186" border="0" /></a>Si rinnova l’impegno dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) di Firenze nel campo della solidarietà e delle iniziative di carattere sociale. <span style="font-weight: bold;">Lunedì 27 aprile</span>, infatti, all’interno dei locali dell’Istituto, si è svolta, in collaborazione con i Rotary Club del territorio fiorentino, una serata culturale con finalità di carattere benefico, sul tema del risorgimento italiano.</p>
<p>I circa 150 invitati, tra cui numerose personalità di spicco del mondo finanziario, industriale e commerciale della città di Firenze, hanno assistito nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Istituto ad un particolare concerto, tenuto dal maestro<span style="font-weight: bold;"> </span><span style="font-weight: bold;font-size:130%;" >Riccardo Marasco</span>, noto musicista fiorentino, che ha eseguito una serie di canti ed inni patriottici risalenti al periodo risorgimentale, ognuno dei quali è stato introdotto dallo stesso artista con dovizia di particolari storici.</p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SflljIZpeVI/AAAAAAAADjI/3O7ftc4Ehvc/s1600-h/fn24934-4.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 143px; height: 210px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SflljIZpeVI/AAAAAAAADjI/3O7ftc4Ehvc/s320/fn24934-4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330403288194578770" border="0" /></a>A seguire, il prof. Domenico Maria Bruni, Docente universitario di storia, ha tenuto una lezione sul Granducato di Toscana rievocando i gloriosi fatti storici, del 27 aprile di 150 anni fa, che portarono la Toscana all’Unità d’Italia.</p>
<p>La serata è poi continuata con un momento conviviale all’interno del quale è stata promossa una raccolta di fondi a favore del reparto oncologico dell’ospedale &#8216;Anna Meyer&#8217;, struttura medica pediatrica di rilevante importanza non solo per la città di Firenze.</p>
<p>Il generale di brigata aerea Settimo Caputo, Comandante dell’ISMA, al termine dell’evento, sottolineando l’attenzione che l’Aeronautica Militare riserva ad iniziative di carattere benefico e di solidarietà, ha consegnato, oltre ai fondi raccolti, il crest dell’Istituto alla rappresentante dell’Ospedale, dott.ssa Gabriella Bernini.</p>
</div>
</div>
<p></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>In-forma Firenze &#8211; &quot;Riccardo Marasco ultimo paladino del patrimonio vocale&quot;</title>
		<link>http://www.riccardomarasco.it/2009/04/17/in-forma-firenze-riccardo-marasco-ultimo-paladino-del-patrimonio-vocale/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 14:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Da In-forma Firenze dell&#8217;aprile 2009di Luca Campostrini È indubbiamente la voce più significativa della musica tradizionale toscana, ma soprattutto è un vero cultore dell&#8217;antico patrimonio vocale italiano. Ricercatore di antichi brani di musica popolare, Riccardo Marasco è altresì laureato in Ingegneria Elettronica e ha frequentato corsi di Teologia per laici. I non comuni mezzi vocali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/04/17/in-forma-firenze-riccardo-marasco-ultimo-paladino-del-patrimonio-vocale/"></a></div><div style="text-align: justify;">Da <span style="font-style: italic;">In-forma Firenze</span> dell&#8217;aprile 2009<br />di Luca Campostrini</p>
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<p> <!--  /* Font Definitions */  @font-face  {font-family:"Cambria Math";  panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;  mso-font-charset:0;  mso-generic-font-family:roman;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face  {font-family:Calibri;  panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;  mso-font-charset:0;  mso-generic-font-family:swiss;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-unhide:no;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  margin-top:0cm;  margin-right:0cm;  margin-bottom:10.0pt;  margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:Calibri;  mso-fareast-theme-font:minor-latin;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;  mso-fareast-language:EN-US;} p.Stile, li.Stile, div.Stile  {mso-style-name:Stile;  mso-style-unhide:no;  mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:none;  mso-layout-grid-align:none;  text-autospace:none;  font-size:12.0pt;  font-family:"Arial","sans-serif";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;} .MsoChpDefault  {mso-style-type:export-only;  mso-default-props:yes;  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:Calibri;  mso-fareast-theme-font:minor-latin;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;  mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault  {mso-style-type:export-only;  margin-bottom:10.0pt;  line-height:115%;} @page Section1  {size:612.0pt 792.0pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:36.0pt;  mso-footer-margin:36.0pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --> </style>
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<p> <!--  /* Font Definitions */  @font-face  {font-family:"Cambria Math";  panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4;  mso-font-charset:0;  mso-generic-font-family:roman;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face  {font-family:Calibri;  panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4;  mso-font-charset:0;  mso-generic-font-family:swiss;  mso-font-pitch:variable;  mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-unhide:no;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  margin-top:0cm;  margin-right:0cm;  margin-bottom:10.0pt;  margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:Calibri;  mso-fareast-theme-font:minor-latin;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;  mso-fareast-language:EN-US;} p.Stile, li.Stile, div.Stile  {mso-style-name:Stile;  mso-style-unhide:no;  mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:none;  mso-layout-grid-align:none;  text-autospace:none;  font-size:12.0pt;  font-family:"Arial","sans-serif";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;} .MsoChpDefault  {mso-style-type:export-only;  mso-default-props:yes;  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:Calibri;  mso-fareast-theme-font:minor-latin;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;  mso-fareast-language:EN-US;} .MsoPapDefault  {mso-style-type:export-only;  margin-bottom:10.0pt;  line-height:115%;} @page Section1  {size:612.0pt 792.0pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:36.0pt;  mso-footer-margin:36.0pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --> </style>
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<p align="justify">È indubbiamente la voce più significativa della musica tradizionale toscana, ma  soprattutto è un vero cultore dell&#8217;antico patrimonio vocale italiano. Ricercatore di antichi brani di musica popolare, Riccardo Marasco è altresì laureato in Ingegneria Elettronica e ha frequentato corsi di Teologia per laici. I non comuni mezzi vocali che possiede gli consentono di sconfinare con estrema disinvoltura dal genere sentimentale al comi¬co, dal popolare al colto, dal religioso al politico.</p>
<p><a href="http://lh4.ggpht.com/_nSNyHHckdvI/SeiwzNkvgNI/AAAAAAAADdU/xihC9FlnYLE/s1600-h/Informa%20Firenze%20-%20Riccardo%20Marasco%5B5%5D.jpg"><img title="Informa Firenze - Riccardo Marasco" style="border: 0px none ; margin: 5px 5px 0px; display: inline;" alt="Informa Firenze - Riccardo Marasco" src="http://lh5.ggpht.com/_nSNyHHckdvI/Seiw04AtlfI/AAAAAAAADdY/Ge9OgNZw8mA/Informa%20Firenze%20-%20Riccardo%20Marasco_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" align="left" border="0" width="186" height="240" /></a><strong>Dottor Marasco, le dà maggior soddisfazione riuscire a trovare una canzone che si considerava persa per sempre, oppure comporre un nuovo brano?</strong><br />«<em>Direi il ritrovamento di vecchi testi, perché capisco subito se ciò che ho recuperato è importante, Quando componi invece non senti mai concluso il lavoro, ci ritorni sempre e spesso devono passare anni prima di avere la conferma dal pubblico che la tua canzone ha fatto centro</em>».</p>
<p><strong>Si considera più interprete o più autore?</strong><br />«<em>Mi considero perlopiù inter¬prete, perché nel aiuto metto il cuore. Per me il canto è interpretazione, non virtuosismo: del classico &#8220;do di petto&#8221;, dovendo scegliere, non me ne importa niente, se uno lo fa, tanto meglio</em>».</p>
<p><strong>Pregi e difetti di Riccardo Marasco?</strong><br />«<em>Un difetto forse è stato quello di sperare di poter fare la mia strada senza dover rendere conto ad altri, pensando ad esempio: &#8220;Non mi vuoi? Faccio a meno di te, vado avanti da solo&#8221;. Invece non vai avanti, . perché siamo in Toscana, in un sistema che avrebbe bisogno di sinergie e invece è fatto da persone che non vogliono collaborare, c&#8217;è solo un gran¬de e sterile individualismo, un isolamento che non porta vantaggi a nessuno</em>».</p>
<p><strong>Un suo pregio?</strong><br />«<em>Non sono mai cattivo, non ho mai avuto astio o invidia verso il mio prossimo</em>».</p>
<p><strong>Scegliere la via dell&#8217;arte. le creò disagi agli inizi?</strong><br />«<em>Sì nella misura in cui la mia famiglia non ne voleva sapere: i parenti si vergognavano di me, strappavano addirittura le recensioni sui giornali che mi riguardavano. Arrivai al punto di esibirmi &#8211; quando&#8217; ero a Firenze al &#8220;Cab 65&#8243;, che avevo inaugurato con Caterina Bueno &#8211; con lo pseudonimo &#8220;Mario&#8221; in locandina, affinché loro non mi riconoscessero</em>».</p>
<p><strong>Come si coniuga in lei l&#8217;inclinazione per la razionalità, testimoniata dalla laurea in Ingegneria Elettronica, con l&#8217;arte e la cultura?</strong><br />«<em>Mi ha sempre affascinato la mentalità pragmatica dei.ma¬tematici. Detto questo, scelsi Ingegneria perché ai miei oc¬chi rappresentava la sicurezza . per il futuro, ma è stata una fatica enorme perché la mia natura era la musica Ad ogni modo i lunghi studi scientifici mi hanno lasciato una grande forma mentale per le ricerche; sono rimasto• ingegnere in quanto a capacità di metodo¬logia, di applicazione</em>».</p>
<p><strong>I corsi di. Teologia cosa le hanno lasciato?</strong><br />«<em>Mi hanno rinforzato nella fede e mi hanno lasciato una stabilità di struttura morale che mi ha permesso di lottare oltre la delusione</em>».</p>
<p><strong>Come entrò in contatto con la chi1arra-1yra, l&#8217;ormai fumoso strumento a forma di piuma con cui lei spesso si esibisce?</strong><br />«<em>Attraverso le carte di mio bisnonno scoprii che era esistito un personaggio, Italo Meschi, un musico-cantore che visse in Lucchesia fra 1&#8243;800 e il &#8217;900, che aveva posseduto una chitarra Lyra detta &#8220;Ala d&#8217;aquila&#8221;. la cosa. mi interessò e dopo innumerevoli ricerche riuscii a risalire a quel magnifico strumento</em>» .</p>
<p><strong>Tocchiamo una questione delicata te: le opportunità di lavoro per lei sono ridotte.</strong><br />«<em>Purtroppo sì, chi gestisce il mondo dello spettacolo mi ha fatto ferra bruciata tutto intorno. A parte le scuse di comodo che inventano, il motivo sta nel fatto che fin dagli&#8217; anni &#8217;70 non mi sono voluto &#8211; con la mia arte &#8211; schierare politicamente, non ho partecipato a spettacoli di protesta e non ho vo¬luto cavalcare una certa onda proprio perché l&#8217;arte deve stare sopra a tutto. È incredibile pensare che, tanto per dirne uno, il &#8220;Centro Flog tradizioni popolari&#8221; non mi abbia mai chiamato una volta</em>»</p>
<p>.. Parallelamente alle altre attività, al <a href="http://www.castellodilamole.it/">Castello di Lamole</a>, nel cuore del Chianti, Marasco ha voluto ricreare un ambiente dove far rivivere la tradizione della convivialità in Toscana.</p>
<p>Nei pressi di un incantevole borgo ha ricavato da un pittoresco fienile il ristorante &#8220;<a href="http://www.aiadeicanti.it/">Aia dei canti</a>&#8220;, dove mostra ai suoi ospiti le antiche tradizioni toscane culinarie e culturali. Come accadeva nei tempi passati, quando la cena era occasione di incontro, il musicista offre alle persone spettacoli ad hoc, in cui infonde tutto il proprio amore per la sua terra.</p>
<p class="Stile" style="margin: 0cm 0.2pt 0pt 4.8pt; text-indent: -4.8pt; line-height: 9.8pt; text-align: justify;">
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<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Libero &#8211; Alla ricerca del tesoro nascosto delle Laudi… (10-4-09)</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 15:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[da Libero del 10 aprile 2009 Alla ricerca del tesoro nascosto dalle laudi del Magnifico a oggi di Antonio Socci «Cristo me trae tutto, tanto è bello». Le parole fiammeggianti di Jacopone, che riflettono il cuore ancor più ardente di Francesco d’Assisi, stanno agli inizi di quell’esplosione di gioia che sono le laudi. Che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/04/11/libero-alla-ricerca-del-tesoro-nascosto-delle-laudi%e2%80%a6-10-4-09/"></a></div><p align="justify"> da <em><a href="http://www.libero-news.it/articles/view/535435"><span style="color: rgb(255, 153, 0);">Libero del 10 aprile 2009     <br /></span></p>
<p></a></em><strong style="font-style: italic;">Alla ricerca del tesoro nascosto dalle laudi del Magnifico a oggi</strong> <br />di Antonio Socci</p>
<p><img title="KM8K3163" style="border: 0px none ; margin: 5px 0px 5px 5px; display: inline;" alt="KM8K3163" src="http://lh6.ggpht.com/_nSNyHHckdvI/SeCx60geMcI/AAAAAAAADSU/rvs1U9IBFFM/KM8K3163%5B6%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" width="240" height="160" />«Cristo me trae tutto, tanto è bello». Le parole fiammeggianti di Jacopone, che  riflettono il cuore ancor più ardente di Francesco d’Assisi, stanno agli inizi di quell’esplosione di gioia che sono le laudi. Che si fanno piene di dolore e compassione di fronte allo strazio di Gesù crocifisso. Angelo Branduardi ripropone in concerto in questi giorni il suo repertorio francescano. Così come Ambrogio Sparagna aveva fatto con i canti popolari natalizi a fine anno all’Auditorium di Roma.</p>
<p>Ma chi veramente, da decenni, ha riscoperto e ripropone i tesori della musica popolare e cristiana, per beltà paragonabili alle nostre chiese romaniche e alle pale d’altare, è Riccardo Marasco. Vero pioniere e straordinario interprete per le doti vocali che lo hanno portato a cantare in tutto il mondo. Gli chiediamo allora di guidarci fra le laudi sulla Passione di Gesù.</p>
<p>Posso citare alcuni incipit che già ce le fanno assaporare. Per esempio dal codice Magliabechiano (sec. XIII) “Omne homo ad alta voce &#8211; laudi la verace croce”. Oppure “De la crudel morte de Cristo &#8211; ognun pianga amaramente” dal Codice Cortonese (sec. XIII). Bellissime sono anche “O maligno e duro core” di Lorenzo de’ Medici (sec. XV), “Gesù sommo conforto”, di fra’ Girolamo Savonarola (sec. XV) e poi “O fieri flagelli che al mio buon Signore”, di sant’Alfonso de’ Liguori (sec.XVIII). Ma anche “Stava Maria dolente senza respiro e voce”, di Anonimo del sec. XIX. Quella di Lorenzo e quella di fra’ Girolamo sono delle meditazioni sulle piaghe davanti al crocifisso».<strong> </p>
<p>Non mi stupisce il Savonarola, ma Lorenzo il Magnifico in genere viene descritto come un autore già vicino al paganesimo rinascimentale… Invece qui ne scopriamo la fede?  </p>
<p></strong>«Secondo me la profonda fede di Lorenzo è stata volutamente nascosta dalla storiografia positivista e anticlericale. Si è arrivati fino a “dimenticare” documenti inconfutabili. Anche il contrasto Savonarola-Lorenzo è stato “pompato” ed io di solito, nei miei concerti, presento le due laudi una dopo l’altra, volutamente! Quella del Savonarola è quasi una profezia della sua fine al rogo, da lui quasi cercata!».</p>
<p><strong>Mentre l’ultima composizione anonima che hai citato? </p>
<p></strong>«L’ultima appartiene al filone degli Stabat Mater tanto diffusi nella tradizione popolare anche dialettale».</p>
<p><strong>I canti recuperati dal Codice Magliabechiano o dal Cortonese, in notazione gregoriana, sono stati studiati e decifrati circa ottant’anni fa da Liuzzi, ma &#8211; per quanto se ne sa &#8211; nessuno prima di te aveva realizzato una interpretazione ed esecuzione monodica e ancor meno come cantore solista (lo stesso dicasi per Lorenzo e per il Savonarola). Perché? </p>
<p></strong>«Perché nessuno ha cercato di ridare dignità alla voce del cantore tanto prediletta nel medioevo e nel rinascimento, ma si è dato valore ad esecuzioni polifoniche, anche se le seconde voci spesso si è dovuto ricostruirle perché non presenti sugli originali».</p>
<p><strong>E tu hai così permesso a un vasto pubblico di riassaporare questo patrimonio… </p>
<p></strong>«Certamente. Ho riproposto molte di quelle laudi nel corso degli anni in concerti per il mondo. Ricordo quello a Firenze sui canti della Passione in Santa Maria Novella, gremita di studenti, il 7 aprile del 1998. Ma vi sono tanti altri canti splendidi, già rintracciati nelle fonti, che non sono ancora stati portati alla conoscenza del pubblico».</p>
<p><strong>Perché? Un repertorio così dovrebbe essere recuperato come si recuperano antichi dipinti o chiese… </p>
<p></strong>«Sì, è vero. Ma io mi sono trovato pressoché solo. Le risorse pubbliche vanno in tutt’altra direzione. Nelle classi dirigenti non c’è amore per le ricchezze della nostra tradizione. E allora come puoi capire è inutile dedicare ore ed ore, giorni e giorni, su repertori che poi non verranno mai richiesti né dunque eseguiti».</p>
<p><strong>È un vero peccato. Parlaci di una delle tue scoperte. </p>
<p></strong>«Ad esempio ho ritrovato una laude fiorentina “O Maria diana stella” che è una incastonatura di immagini di Maria tratte dalle Sacre Scritture, le stesse che ritroviamo nella splendida laude “Dell’aurora tu sorgi più bella” di don Luigi Guida. Le ho riproposte tutte e due e recentemente diverse volte nella Basilica di San Marco per la Messa degli Artisti».</p>
<p><strong>Tu sei stato il primo artista al mondo a ricevere il premio Beato Angelico, protettore degli artisti dal 1984, per volontà di Giovanni Paolo II. Ma, per tornare al tema, “Dell’aurora tu sorgi più bella” è una composizione notissima, tuttora cantata nelle chiese, che tu hai quasi trasformato in una forte e struggente canzone d’amore. Ho sentito la tua esecuzione, a voce spiegata, ed è fantastica. </p>
<p></strong>«Sì, ne ho fatto un cavallo di battaglia, un brano da concerto. Questa canzone si è sempre sentita cantare strascicata, a fine messa, dalle “vecchiette” (con tutto il rispetto per la loro splendida fede). Io ne ho fatto una canzone d’amore per la Donna più bella della storia perché tale è. È l’interpretazione che talvolta rivela un brano all’attenzione di tutti ed io come per altri canti mariani l’ho sentita come una serenata popolare».</p>
<p><strong>A proposito della canzone popolare (che spesso è canzone d’amore, ma anche giocosa e di festa), anche lì sei andato a recuperare un patrimonio antico e bellissimo… </p>
<p></strong>«Fra i canti del mio repertorio vernacolare e no, sono particolarmente affezionato a “Bella mia questo mio core” splendida canzone del ’500 fiorentino (probabilmente di origine napoletana) che eseguii e pubblicai già nel 1977».</p>
<p><strong>La nostra gente toscana ha tradizioni che affondano nella cultura più alta: per esempio Dante. </p>
<p></strong>«Certo! Ancora nelle edizioni ottocentesche di stornelli e rispetti della tradizione popolare che si vendevano alle fiere e ai mercati (e oggi l’Almanacco “Sesto Caio Baccelli”) si continuavano a stampare nelle ultime pagine i testi di canti del tre-quattrocento la cui musica era tramandata oralmente. Fra questi spesso si trovavano ancora testi del Poliziano, di Baldassarre Olindo da Sassoferrato, dell’Aquilano, o del Magnifico, assieme ai maggi, alle befanate o alle storie sacre o profane in ottava rima di poeti minori e come tali anonimi. Pertanto dire che la prima canzone popolare italiana sia “Tu scendi dalle stelle” di s. Alfonso de’ Liguori (1696-1787) è una trovata degli uffici stampa che devono costruire successi mediatici».</p>
<p><strong>È una polemica con l’intervista che feci a Natale ad Ambrogio Sparagna che avanzò questa tesi. Non la condividi?</strong></p>
<p>Nessuna polemica con lui. Semmai con chi alimenta questa tesi. Il primo sacerdote dei tempi moderni che introdusse una diffusa pratica musicale e vocale fra i giovani contribuendo al diffondersi di un corpus di canti su scala nazionale fu san Filippo Neri, fiorentino (Firenze 1515 &#8211; Roma 1595). Filippo, portando con sé l’esperienza delle medievali compagnie fiorentine dei laudesi, frequentate da fanciullo in San Marco, dai Padri Domenicani, ove appena trent’anni prima aveva vissuto il Savonarola (e prima di lui il Beato Angelico), dette vita in tutta Italia agli Oratori dei Padri Filippini, a cominciare proprio dal suo oratorio romano. Esperienza che sarebbe approdata in seguito alla forma musicale detta appunto dell’Oratorio Musicale».</p>
<p><strong>Sei davvero preparatissimo ma perché i tuoi concerti non hanno il successo di altri? </p>
<p></strong>«Beh, oggi chi decide il successo è la politica che ha i mezzi per promuovere o bloccare un artista».</p>
<p><strong>Oggi pure quelli di sinistra hanno scoperto i canti della religiosità popolare.</strong></p>
<p>Siamo di fronte a performance su repertori che per decenni sono stati di nicchia, perché solo il canto popolare sociale e di protesta ha avuto spazio nella cultura di sinistra che dagli anni Sessanta domina il mondo italiano della cultura e dello spettacolo. Quando si addentrano nel repertorio non sociale, ancor peggio se religioso (e da qualche anno fa gioco a tutti i settori carezzare la religiosità degli elettori!) dicono quello che vogliono perché pochi ormai sono professionalmente sopravvissuti dopo tanti anni di strapotere e dunque in grado di efficacemente controbattere. Del resto in Toscana quel potere politico si dimostra ancora poco interessato a questo repertorio, anche a quello popolare».</p>
<p><strong>Cioè? Un esempio… </p>
<p></strong>«Per dirne una. Nel 1999 al Comune di Firenze, per celebrare l’imminente Giubileo, presentai un progetto di Corpus di Antiche Laudi “Jubilate in suoni e canti”: fu cestinato»</p>
<p><strong>Ma la gente le apprezzerebbe? </p>
<p></strong>«La gente comune capisce il bello. Non ha bisogno di spiegazioni. Ascoltare quelle laudi, diceva San Filippo Neri, è più coinvolgente di qualsiasi predica. La commozione per Cristo prende il cuore e la mente».</p>
<p>Antonio Socci <br />www.antoniosocci.it</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Toscana Oggi &#8211; &quot;Marasco: mio zio futurista&quot; (04-03-09)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 15:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Marasco su Toscana Oggi &#8211; 4 marzo 2009 &#8220;Soltanto martedì 3 marzo Firenze, con notevole ritardo su Parigi e altre città d’Italia o d’Europa ha dato segni di vita annunciando per i prossimi mesi iniziative a celebrazione del centenario del Manifesto futurista di Marinetti. Un ritardo sintomo di una certa indifferenza, come se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/03/06/toscana-oggi-marasco-mio-zio-futurista-04-03-09/"></a></div><p>di Riccardo Marasco su <a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10971">Toscana Oggi &#8211; 4 marzo 2009</a>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10971"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 120px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SbE8LfjqbRI/AAAAAAAAC04/89AlkpxtbvU/s320/4755.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5310091603793833234" border="0" /></a>&#8220;Soltanto martedì 3 marzo Firenze, con notevole ritardo su Parigi e altre città d’Italia o d’Europa ha dato segni di vita annunciando per i prossimi mesi iniziative a celebrazione del centenario del <span style="font-style: italic;">Manifesto futurista</span> di Marinetti. Un ritardo sintomo di una certa indifferenza, come se il Futurismo non l’avesse mai neppure sfiorata, o forse quasi per vendicarsi di quel movimento che dichiarava guerra all’arte passatista delle accademie che hanno deificato questa nostra città, una bella regina addormentata.</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;">Finché ho vissuto in casa di mio padre ho sempre visto nella sala da pranzo un quadro a olio dai colori armonici, sereni, con linee e forme geometriche che simulavano onde di mare e turbini di vento, un susseguirsi continuo di bianchi-avorio, di celesti e di blu: si intitolava «Vele Vento». Era stato per le nozze dei miei genitori il regalo del fratello di mio padre, uno zio che non ricordo di avere mai visto nei primi dieci anni della mia vita. Lo conoscevo attraverso quella sua pittura e in casa se ne parlava poco: era un esempio da non seguire perché aveva voluto fare il pittore, l’artista. Un bel giorno, a circa otto anni, ne sentii parlare più frequentemente: ascoltavo i miei genitori confabulare che aveva dei guai con dei giudici di un tribunale, che si trovava in prigione a Pavia, che andava difeso perché lo volevano fare apparire un assassino, lo volevano condannare a morte. Calunnie infondate, campate in aria, secondo mio padre che lo descriveva come una testa matta ma un mite, capace solo di impugnare matite e pennelli, di roteare nell’aria solo parole e sprecare colori sulle tele, un rivoluzionario del mondo delle idee.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SbuNZnCaakI/AAAAAAAAC38/K_IeIb_D5vQ/s1600-h/antonio+marasco+-+toscana+oggi.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 221px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_nSNyHHckdvI/SbuNZnCaakI/AAAAAAAAC38/K_IeIb_D5vQ/s320/antonio+marasco+-+toscana+oggi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5312995656528980546" border="0" /></a>Anni fa, seguendo il mio interesse per la canzone fiorentina, feci ricerche su Odoardo Spadaro studente ginnasiale e scoprii Antonio Marasco, quel pittore originario della Calabria che, pur essendo mio zio, era stato per me un mistero fino a quel momento. Negli archivi del Liceo Dante rintracciai per Spadaro Odoardo, classe 1893 in quarta ginnasio, la pagella dell’anno 1906-1907, con voti discreti in tutte le materie tranne che nelle lingue straniere. Spadaro, che avrebbe affascinato mezzo mondo cantando e recitando in ben cinque lingue, e che viveva a casa della nonna materna di lingua inglese, risultava refrattario alle lingue. Ma con mia grande sorpresa trovai che in quegli stessi anni, in classi immediatamente inferiori, erano iscritti due fratelli, Francesco (classe 1894, dodicenne) e Antonio Marasco (classe 1896, 10 anni) e sulle loro pagelle, accanto ai voti insufficienti in quasi tutte le materie, lessi giudizi, quasi sarcastici, degli insegnanti: «Proveniente da scuola di Nicastro (Catanzaro), parla solo calabrese!». Erano i fratelli di mio padre, che allora, nel 1906, aveva appena 4 anni. <a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10971">(&#8230;)</a></p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p><span style="font-weight: bold;">Per leggere il resto dell&#8217;articolo&#8230; clicca <a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10971">qui</a>.</p>
<p></span></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Corriere Fiorentino &#8211; Balliamo, divertiamoci. Ma non in auto!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 11:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Corriere Fiorentino &#8211; 19 gennaio 2009 I Funk Off: se bevi, non guidare.Tesi: la vita vale più di un bicchiere.Marasco: «non fate tanto i bischeri» Funk Off è sinonimo di Carnevale di New Orleans in salsa mugellana. Sempre in marcia, per le piazze e i teatri del mondo, Dario Cecchini e i 15 tra fiati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2009/01/24/corriere-fiorentino-balliamo-divertiamoci-ma-non-in-auto/"></a></div><h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><strong><a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/19-gennaio-2009/balliamo-divertiamoci-ma-non-auto-150911175612.shtml"></a></strong></span></h2>
<p><a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/19-gennaio-2009/balliamo-divertiamoci-ma-non-auto-150911175612.shtml">Corriere Fiorentino</a> &#8211; 19 gennaio 2009</p>
<p>I Funk Off: <span style="font-style: italic;">se bevi, non guidare</span>.<br />Tesi: la vita vale più di un bicchiere.<br />Marasco: «<span style="font-style: italic;">non fate tanto i bischeri</span>»<br />
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"></span></h2>
<div style="text-align: justify;">  </div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> Funk Off è sinonimo di Carnevale di New Orleans in salsa mugellana. Sempre in marcia, per le piazze e i teatri del mondo, Dario Cecchini e i 15 tra fiati e percussioni della marchin&#8217;band di Vicchio sono una delle principali armi contro la malinconia che il territorio fiorentino abbia mai partorito. Non potevano mancare come testimonial della campagna per la sicurezza stradale promossa dal Corriere Fiorentino in collaborazione con Radio Toscana, Radio Blu e Lady Radio. </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">I FUNK OFF</span> &#8211; «Balliamo, divertiamoci, andiamo nei locali — dice Dario Cecchini, fondatore e capo-banda — ma quando saliamo in macchina o in motorino, prudenza e attenzione, perché il divertimento finisce e inizia la vita, le responsabilità verso noi stessi e gli altri». Anche i Funk Off hanno deciso di dare la loro testimonianza apponendo un nastro nero sullo specchietto della macchina: «Se qualcuno ha alzato un po&#8217; il gomito, non si avvicini al volante!». </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">IL PIANISTA MAGNELLI </span>- Francesco Magnelli ha una figlia di 19 anni che frequentava la compagnia di amici della sorella di Margaux, una delle due sedicenni vittime del tragico incidente di via Pistoiese da cui è nata questa iniziativa che ha visto anche le adesioni di Italia 7, Rete 37 e Tele 37. «Ho avuto la notizia dell&#8217;incidente proprio da mia figlia» racconta il pianista che all&#8217;inizio degli anni Novanta trasformò il punk dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti contribuendo a formare il nuovo gruppo dei Csi. «Ho avuto immediatamente un sobbalzo». Magnelli vive a Firenze ma è sempre in giro con Ginevra Di Marco e le loro celebri Stazioni Lunari. I pericoli della strada li vive tutti i giorni e si rende conto «che i 20 anni sono momenti estremamente critici, l&#8217;attenzione non è mai abbastanza». Da padre e musicista che in gioventù ha vissuto gli eccessi del punk, sa che «è difficile trovare un modo per educare i nostri ragazzi: quando avevo 20 anni non davo mai retta a quello che mi dicevano ». Chiede «regole che proteggano la vita dei giovani, ma le regole non bastano: senza una grande educazione che parta dai primi anni delle scuole, non si fa nulla». </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">IL MUSICISTA TESI</span> &#8211; Un altro genitore musicista è Riccardo Tesi, padre della musica etnica italian style, che dalla sua montagna pistoiese partecipa alla campagna dei nastri neri e ammonisce: «La vita è un bene da tenere caro e da non sciupare per un bicchiere in più». Anche per lui la parola d&#8217;ordine è educazione: «Bisogna insegnare ai figli ad amare la vita e avere rispetto e cura di se stessi». Si guarda in casa ed è sereno: «Mia figlia maggiore ha 28 anni ed è molto sobria: le ho insegnato ad avere rispetto di sé. Poi c&#8217;è una dose di fatalità, bisogna accettare il fatto che il pericolo esiste». </p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">MARASCO, MENESTRELLI</span> &#8211; «Il mio figlio più giovane esce la sera ma non va in discoteca», racconta Riccardo Marasco, principe dei cantastorie fiorentini. Anche lui ha un nastro nero sulla macchina: «Sono preoccupato per i tanti ragazzi che buttano via la vita ». Il suo messaggio è «che non facciate tanto i bischeri perché di vita ce n&#8217;è una sola». Infatti, «sono contrarissimo a tutto ciò che obnubila la mente, dalle droghe alle ideologie, c&#8217;è anche troppa leggerezza nella valutazione del valore della vita».</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">MAMMA PETRA</span> &#8211; «Ho sofferto molto quando è scomparsa una mia amica, all&#8217;età di 20 anni, in un incidente stradale». Anche Petra Magoni, la cantante pisana che ha inventato il genere della «Musica Nuda», partecipa alla campagna per la sicurezza stradale. «Come mamma le preoccupazioni sono tante: ho molta paura di scooter e motorini, come i miei genitori non li hanno mai voluti per me e i miei fratelli, neanche io li prenderò per i miei figli».</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"> <span style="font-weight: bold;">ROMANO BATTAGLIA </span>- «Ricordatevi che non c&#8217;è un&#8217;altra vita ad attendervi all&#8217;angolo della strada». Anche Romano Battaglia partecipa alla campagna un nastro nero per la sicurezza stradale promossa dal Corriere Fiorentino. Dagli incontri del caffè La Versiliana, nella terra simbolo del divertimento giovanile notturno, Battaglia ammonisce: «Quando uscite dalla discoteca, andate piano». </p>
<p><!-- google_ad_section_end --> Edoardo Semmola<br /><strong><a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/19-gennaio-2009/balliamo-divertiamoci-ma-non-auto-150911175612.shtml">Corriere Fiorentino</a> &#8211; 19 gennaio 2009</p>
<p></strong></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Toscana Oggi &#8211; &quot;Il Cantore della Toscana&quot; (21-12-08)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lo Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Toscana Oggi del 21 dicembre 2008, di Marco Lapi, in cui oltre alla figura del Maestro si presenta il prossimo concerto presso il Teatro Politeama di Prato che si terrà venerdì 9 gennaio 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div align="right" style="float: right; padding: 0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.riccardomarasco.it/2008/12/21/toscana-oggi-il-cantore-della-toscana-21-12-08/"></a></div><p>Articolo di <span style="font-style: italic;">Toscana Oggi</span> del 21 dicembre 2008, di Marco Lapi, in cui oltre alla figura del Maestro si presenta il prossimo concerto presso il Teatro Politeama di Prato che si terrà venerdì 9 gennaio 2009.</p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_fWm8Wtjl7l4/SU4O4llA5WI/AAAAAAAAAJ8/rjrn0eDWgCI/s1600-h/Toscana+Oggi+-+21+dicemebre+2008+alleggerita.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 295px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_fWm8Wtjl7l4/SU4O4llA5WI/AAAAAAAAAJ8/rjrn0eDWgCI/s400/Toscana+Oggi+-+21+dicemebre+2008+alleggerita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282175778274993506" border="0" /></a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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