A Bruxelles , nell’ ambito della “X° Settimana della lingua italiana nel mondo” e dei “150 anni dell’Unità d’Italia” la straordinaria voce del m°. Riccardo Marasco ha regalato ad un attento pubblico “Libertà va cercando…” Canti del Tricolore dal repertorio popolare del Risorgimento Italiano. Il concerto, voluto dall’ Istituto Italiano di Cultura e dall’ Associazione toscani in Bruxelles, si è svolto nel teatro del Consolato Italiano grazie anche alla collaborazione della Regione Toscana e alla Banca Monte Paschi del Belgio. L’artista fiorentino, testimone indiscusso, da anni, del patrimonio musicale della tradizione toscana, costruisce, nel suo ricco spettacolo, un affresco multicolore e poliedrico degli anni risorgimentali scegliendo non certo casualmente un registro squisitamente narrativo. Accompagna , con il suo bel fraseggiar toscano, i brani del repertorio fino a farli snodare naturalmente in una linea della storia rispettosa del passato, lontana da ruffiani revisionismi e da retorici trionfalismi.
L’ oralità sapiente del Maestro implementa fatti ed eventi di indubbio valore storico, frutto di una ricerca rigorosa e creativa che rintraccia anche nella musica la forza comunicativa del narrare, diversamente modellata ma ugualmente capace di raccontare l’uomo e il suo sapere costruito. Ed è l’uomo, colto nelle sue umane quotidianità il protagonista assoluto di questo intimo ritratto sul Risorgimento.
“Libertà va cercando”, il verso di Dante tratto dal primo canto del Purgatorio, alimenta e attraversa tutto il concerto e veicola un’idea di libertà insita nella dimensione umana da sempre ricercata, attesa e desiderata in ogni spazio e in ogni tempo. Da questa colta sorgente trecentesca sgorgano atmosfere terse di famose o sconosciute melodie, che danno voce indistintamente a tutti i protagonisti di questo periodo storico così complesso e troppo spesso semplificato fino allo stereotipo.
Le canzoni che il Maestro ha scelto “spigolando”, per noi, fra i canti sociali nati e propagatosi nei quasi centotrenta anni dell’impegno risorgimentale, testimoniano invece, con forza, la ricerca appassionata di una libertà personale esercitata nel dolore, nella speranza, talvolta nel dubbio, con sacrificio ma sopra tutto lontana da retoriche certezze.
E i cori famosi del “Va pensiero” e di “Fratelli d’Italia” subiscono così una metamorfosi intimistica, sono prosciugati dall’enfasi, accompagnati con sobrietà da accordi musicali essenziali e finiscono per tornare ad essere un canto: il canto di un rivoluzionario solo .
Con “Quant’è bella la libertà”, rifacimento settecentesco di un canto spirituale fiorentino del seicento e

“Partiròpartirò”, brano di inizio ottocento, Marasco traccia il ritratto di quel “ soldato che teme morire, dovendo obbedire” e racconta la condizione umana di chi partecipa con dignità a guerre che non capisce, volute da” il nostro re che di pugnar agogna”. L’artista continua il suo cammino musicale incontrando uomini importanti passati alla storia come eroi, Napoleone, Mazzini, Garibaldi e i fratelli Bandiera, con lo splendido brano “Chi per la patria muor” ma non dimentica la gente comune, e canta, canta come loro. Sono canzoni ironiche, sagaci, dai toni beffardi, come “Diceva un codino” e “Io vorrei che Metternicche”, tentativi solidi di leggerezza che esprimono la forza popolare e ci ricordano che la storia non è fatta solo dai potenti.
I plettri di Silvio Trotta si intrecciano preziosi con il canto del maestro in ogni momento del concerto, si modellano con garbo sulle sue esuberanze timbriche, lo accompagnano sicure e rispettose, costruiscono infine atmosfere piacevolissime, basti ricordare la splendida “Rondinella pellegrina”.
I diciannove brani si susseguono intensi, capaci di aprire suggestive finestre ottocentesche su salotti, piazze, caffè, campagne assolate e grigie prigioni, emergono chiari, pezzetti di città toscane e gli spazi, palcoscenici di memoria, ridisegnano il tempo dei sentimenti e delle emozioni, fino alla fine in una straordinaria e originalissima interpretazione della “Canzone del Piave”.
Gli spettatori subiscono il fascino del racconto, ma soprattutto respirano la magia di un cantastorie autentico che utilizza alla perfezione quel meraviglioso strumento musicale che è la sua voce e generoso e appassionato lo regala alla gente. Un grande RICCARDO MARASCO !!
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